Mitchel Resnick e la scuola dopo la pandemia

Eleonora Pantò
2 min readMay 28, 2021

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Mitchel Resnick insegna al MIT, ha inventato Scratch e possiamo considerarlo come colui che continua la ricerca di Seymour Papert, che a sua volta era allievo di Piaget. Il suo ultimo post su medium inizia paragonando lo sbarco sulla luna alla pandemia: in entrambi i casa il nostro modo di vedere il mondo è cambiato e si è data maggiore importanza alle relazioni. L’esperienza del confinamento è stata universale e particolarmente difficile per gli adolescenti: il New York Time ha pubblicato questo articolo in cui le loro emozioni sono rappresentate in modo artistico e dove i ragazzi esprimono in modo diverso il tema della relazione (mancante).

Opera di Camila Salinas, 16 da Frisco, Texas — Immagine del New York Times

Anche qui da noi ci sono state tante collezioni di lavori, pensieri e racconti dei ragazzi: Tutti a casa è libro con cui Alberto Rossetti racconta la storia di due adolescenti inventati e le voci di adolescenti in carne e ossa, Storie di Quarantena volume secondo invece è stato scritto proprio dai ragazzi … e chissà quanti altri me ne sono persi. solo per citarne due vicine.

Resnick dice che le scuole che hanno fatto bene ai ragazzi durante la pandemia sono quelle che hanno puntato sulla relazione e non sul curriculum (sul programma diremmo noi): cita una scuola di Chicago dove la preside “Principal Ade” ha chiesto di ripensare la didattica e gli insegnanti hanno lavorato su come rafforzare le relazioni, chiedendo agli studenti di lavorare su esperienze personali e significative per loro e di condividere non solo il risultato, ma il processo che avevano seguito. Questo ha creato un nuovo modo di stare in classe, dove l’eccezionalità del momento dava spazio alla sperimentazione.

Durante la pandemia, la community di Scratch ha visto un notevole aumento delle interazioni, perché è uno spazio nato per condividere idee e racconti. Per Resnick la relazione, la comprensione e il supporto reciproco sono valori che lo guidano: l’ha imparato da piccolo, nei campi estivi, dove alla fine del campo tutti i bambini a gruppi, rappresentavano diversi modi di fare festa nelle diverse culture e poi cantavamo tutti insieme “Noi siamo il mondo”. Questo è lo spirito con cui ha creato Scratch. Riusciremo a mantenere questo sguardo di riscoperta e solidarietà ?

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Eleonora Pantò

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